| IL TATUAGGIO NELLA STORIA
Importanti testimonianze dell’usanza del tatuaggio derivano dalle civiltà indigene in varie parti del mondo che l’hanno praticata fin da epoche remotissime.
In Birmania, gli indigeni si incidevano la pelle delle cosce. Il significato, era quello di proteggersi dagli animali pericolosi della giungla, dal momento che la coscia era la parte lasciata scoperta dagli indumenti.
Nel Borneo la pratica ha assunto significati diversi: era un simbolo di virilità ed eroismo, un simbolo di appartenenza alla tribù, oppure, un viatico al regno dei morti.
Per la civiltà maori, in Nuova Zelanda, il tatuaggio veniva praticato come abbellimento del corpo o come strumento di comunicazione sociale (il figlio primogenito di un capotribù veniva tatuato fin da adolescente pe poter essere riconosciuto come futuro capo) ed è stato tramandato fino ad oggi, come motivo di orgoglio di appartenenza ad una antica stirpe.
In Giappone, il tatuaggio è stato praticato per secoli con motivazioni diverse. A partire dal XIX secolo, il tatuaggio è diventato una vera e propria arte. La sostanziale differenza tra il tatuaggio giapponese e quello occidentale è che quest’ultimo viene praticato generalmente in una parte limitata del corpo mentre quello giapponese lo riveste tutto, apparendo come un “vestito” assai elaborato.
In Nord Africa i tatuaggi sono sempre stati praticati come amuleto contro i malefici e per prevenire le malattie e in Egitto come garanzia di fecondità.
Più controversa la storia del tatuaggio in Europa, dove è stato a lungo vietato dalla Chiesa.
Nell’epoca moderna, la pratica del tatuaggio si è diffusa dagli Stati Uniti dove era stata importata da James Cook al suo ritorno da luoghi come Tahiti dove era molto praticata. Intorno al 1880 fu un newyorchese, Samuel O’Reilly, ad inventare la macchinetta elettrica per tatuare; cisca quaranta anni prima, era stato aperto il primo “Tattoo Studio” che annoverava tra i suoi clienti soprattutto militari della guerra civile.
COME SI PRATICA IL TATUAGGIO
La pratica del tatuaggio prevede la penetrazione di un ago in uno strato superficiale della pelle e l’iniezione di pigmenti colorati per produrre segni, disegni o scritte.
Le tecniche più diffuse al giorno d’oggi sono due: la tecnica giapponese (o “irezumi”) e la tecnica americana.
La tecnica giapponese è una tecnica manuale che consiste nel far penetrare degli aghi nella pelle, applicati ad uno strumento con impugnatura in bambolo.
La tecnica americana consiste nella penetrazione della pelle con l’ausilio di una macchinetta a forma di pistola con aghi alla sua estremità che vengono messi in movimento tramite bobine elettromagnetiche. |